Forex vs Azionario: dove si guadagna di più?

Il forex è un mercato che sta attirando un numero sempre maggiore di investitori. Merito della spinta pubblicitaria a cui gli internauti sono sottoposti da un po’ di tempo a questa parte ma anche – e soprattutto – a un insieme di caratteristiche che rende il commercio di valute molto accattivante. Ciò non toglie che altri mercati possano giocare ancora un ruolo da protagonisti, anzi. Il re del mercato – almeno per antonomasia – è l’azionario. Quando si gioca in borsa, infatti, il primo asset che viene in mente è il classico titolo azionario.

Una domanda a questo punto sorge spontanea: al netto delle sirene del marketing, quali dei due mercato è più profittevole? E’ ovviamente una domanda alla quale è complicato rispondere. Sicuramente, il forex ha almeno sette vantaggi rispetto all’azionario. Si può affermare che a questi pregi del mercato valutario corrispondano sette difetti – o semplici mancanze – del cosiddetto stock market. Di seguito, un confronto tra forex e azionario.

Ecco quali sono le sette differenze.

Orario. Il mercato azionario ha degli orari precisi. Essi ricalcano, molto semplicemente, gli orari delle piazze di riferimento. Sicché, è possibile commerciare le azioni italiane solo dalle 9 alle 17 ora italiana, le azioni americane dalle 15 alle 22 e così via. Il forex è invece aperto 24 ore su 24. L’unico stop è nel weekend.

Commissioni. Quando si fa trading con le azioni, le commissioni rappresentano sempre un problema. Nel forex, di contro, non ci sono commissioni. I broker guadagnano attraverso gli spread ma ciò nella stragrande maggioranza dei casi è un vantaggio per il trader. Soprattutto se una delle tecniche che utilizza è lo scalping.

Tempo di esecuzione. Nel mercato azionario, l’esecuzione degli ordini è vincolata a parametri come liquidità e volatilità. Nel forex è istantaneo (o quasi) anche perché il broker è spesso e volentieri un market maker, quindi si occupa di creare le condizioni affinché l’ordine possa essere eseguito, e nel minore tempo possibile per giunta.

Short senza problemi. Andare in short nel forex è sempre possibile. Quando si parla di azioni il procedimento è più difficile e legato al possesso effettivo del titolo.

Intermediari. Nel mercato azionario una fetta importante del gioco è appannaggio degli intermediario. Questo vuol dire tempi più lunghi e costi più elevati. Nel forex, e questa è un’ottima notizia, non ci sono intermediari. Le piattaforme, o meglio i broker, non fanno altro che collegare il trader al mercato. Certo, in base alla tipologia il collegamento si sviluppa secondo dinamiche diverse (la diatriba è tra ECN e Market Mover).

Controllo. I “potenti” possono controllare il mercato azionario. Il riferimento è a grosse multinazionali, banche centrali, investitori istituzionali. Questi possono manipolare – secondo legge ovviamente – i prezzi, mettendo nei guai i pesci piccoli. Nel forex questo non può accadere per una semplice ragione: è un mercato così liquido che nessuno è in grado di incidere più di tanto.

Studio. Sembra strano da dire, ma la quantità di studio necessaria è inferiore nel forex che nell’azionario. E’ una questione fisiologica. Le coppie da prendere in considerazione nel mercato valutario sono essenzialmente quattro (a meno che non si voglia tradare con le coppie esotiche) mentre le azioni sono centinaia, se non di più.

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