Forex vs commodity: dove si investe meglio?

Il forex è uno dei settori del trading che sta andando per la maggiore. I motivi sono tanti, non ultimo una certa spinta pubblicitaria – che però fa leva su aspetti non sempre veritieri. Ma se il commercio di valute va forte, lo stesso si può dire su un tipo di trading che affonda le radici molto lontano e che rappresenta la “tradizione” del commercio: le commodity.

Per commodity si intendono tutte quelle materie, prime e non, che non presentano differenze di qualità al cambiare del produttore. Di questi fanno parte le risorse fondamentali come il grano, ma anche i prodotti raffinati come la benzina. Anche questi “oggetti di investimenti” sono entrati a far parte, non da oggi, del mondo della finannza. Di seguito, un confronto tra il trading forex e il trading nelle commodity.

La questione delle prevedibilità

Il primo punto di divergenza  è rappresentato dalla prevedibilità. Riuscire a prevedere l’andamento di un asset è un’attività essenziale per chi investe. Dunque la domanda che sorge spontanea è: quale dei due mercati permette di “predire” il futuro con più facilità o, per meglio dire, è più facilmente analizzabile?

A essere più prevedibile è l’andamento delle commodity. Il motivo di ciò risiede nel fatto che gli eventi che muovono i prezzi del grano, dell’oro, del petrolio etc sono più leggibili, più trasparenti. Lo sono in quanto più concreti. Non è una questione di tassi o di politiche monetarie, ma di guerre, disastri naturali etc.

Il grano, per esempio, aumenta di prezzo perché c’è stata una siccità che ha coinvolto un importante produttore. Il petrolio aumenta di prezzo perchè una delle regioni in cui viene estratto è falcidiata dalla guerra e così via. C’è un ma: per quanto riguarda le commodity, gli eventi da prendere in considerazione sno tanti. Eppure non c’è dubbio: sono di più facile lettura.

La volatilità

La volatilità è una caratteristicha tipica delle commodity. Il perché è facile da intuire: se gli eventi che influenzano i prezzi sono concreti, vuol dire che il loro impatto è pià forte perché incide direttamente sulla filiera di produzione e vendita dell’asset.

Nel forex la situazione è diverda: gl eventi influiscono in modo indiretto, anche perché sono “tecnici” e spesso non hanno a che fare con l’economia reale (eccetto quando la leva è quella della fiducia). Sia chiaro, il mercato delle valute è comunque molto volatile, ma le variazioni di prezzo maggiore si registrano nelle commodity.

Liquidità

La liquidità, invece, è “affare da forex“. Il forex è il mercato più liquidio al mondo. Ogni giorno, solo per quanto riguarda la coppia eur-usd, “girano” 3.000 miliardi di dollari (più dell’intero debito pubblico italiano). La liquidità invece scarseggia nelle commodity. Il motivo è molto semplice: il denaro è un bene che non necessita di un aggancio a nulla di reale, tangibile. Il mercato delle commodity è fatto… Di commodity, e quindi tutto si misura in litri, tonnellate e così via.

Un altra differenza è puramente tecnica e riguarda l’orario. Il forex non chiude mai (eccetto il sabato e le domenica), i mercati delle commodity chiudono all’ora in chiudono le rispettive piazze di scambio.

 

 

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