GBP/USD, la sterlina si prepara alla discesa?

L’FOMC Statement (dichiarazioni del Federal Open Market Commettee), nonostante la frequenza abbastanza intensa – si tiene otto volte l’anno – è capace di generare un’influenza molto forte. Se poi questo si inserisce in un panorama di per sé molto incerto, e con cambi di rotta in corso circa la politica economia, è evidente come l’impatto sul mercato valutario possa essere dirompente.

Secondo gli analisti, potrebbero esserci novità in vista, almeno per ciò che concerne il cambio GBP/USD (sterlina e dollaro). Il motivo? Una percezione particolare, o forse finalmente veritiera, degli investitori circa le azioni e le decisioni dei bord di Boe (Bank of England) e Fed (Federal Reserve, banca centrale americana).

Fino a questo momento, abbiamo assistito a un trend al rialzo del cambio in questione. I motivi sono almeno due. I trader, in primo luogo, hanno recepito come “ignorabili” le raccomandazioni della forward guidance dalla banca d’Inghilterra. Queste si sono indirizzate e si stanno indirizzando per una progressiva svalutazione (con i dovuti accorgimenti) della sterlina.Il secondo motivo coincide con le interpretazioni circa il dollaro e “il suo destino”. In teoria, la Fed ha in programma di intensificare il Tapering, e questo dovrebbe portare (già solo con le “minacce” di intensificazione) a una rivalutazione del biglietto verde e quindi a un ribasso del cambio GBP/USD. Anche in questo caso, però, le azioni della banca americana sono state fraintese (e lo sono tutt’ora): le misure in questione sono percepite come non-restrittive, se non addirittura espansive.

Le cose, però, potrebbero cambiare. A determinare il cambiamento c’è la certezza che la Yellen, almeno sul fronte del rallentamento del QE (appunto il Tapering) farà sul serio: è già stata dichiarata una ulteriore diminuizione di 10 miliardi. A influire c’è anche l’annuncio sul potenziale innalzamento dei tassi di interesse, presumibilmente decisi dalla Yellen. Si parla, addirittura, di tassi al 2% entro il 2016. Questi numeri sono legati al miglioramento dei parametri economici Usa che, comunque, sono previsti in crescita.

Segnali, questi, non ignorabili e soprattutto non fraintendibili.

La prospettiva è quindi quella di una rivalutazione del dollaro e il conseguente trend ribassista del cambio GBP/USD.

 

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