Giappone verso nuovo stimolo monetario, ecco perchè

L’economia giapponese continua a permanere in un territorio di evidente fragilità, e difficilmente la ripresa economica potrà consolidarsi senza ulteriori misure di stimolo fiscale e monetario. Consapevoli di ciò, le autorità monetarie e governative intendono compiere ogni sforzo verso un supporto più concreto ai propri obiettivi macro, dando ad esempio il via al noto rialzo dell’imposta sui consumi da aprile 2017 a ottobre 2019, annunciato a fine maggio. Le elezioni estive della Camera Alta e la debolezza della crescita fra fine 2015 e inizio 2016 sono state determinanti per il rinvio della stretta fiscale e le indicazioni di nuove misure di spesa nell’anno fiscale 2016. Tuttavia, ai fattori interni si è aggiunto lo shock esterno del referendum inglese, che ha determinato un ulteriore rafforzamento dello yen, con ricadute negative su crescita e inflazione.

Sulla base di quanto sopra, le previsioni della maggior parte degli analisti prevedono una crescita dell’economia tra 0,3 e 0,4 punti percentuali per il 2016 e il 2017, con una crescita dunque modesta. Per quanto concerne gli effetti del referendum inglese, le conseguenze dovrebbero essere per lo più indirette sulla crescita giapponese, attraverso due canali: il primo è il rafforzamento dello yen, che andrà a penalizzare ulteriormente le esportazioni complessive; il secondo deriva dal possibile rallentamento della crescita europea, che frenerebbe l’export verso l’area anche più del solo effetto-cambio (le esportazioni verso il Regno Unito sono poco più del 2% delle esportazioni totali, mentre quelle verso l’UE sono intorno al 12%).

In aggiunta a quanto sopra, si tenga conto che anche in virtù di un possibile miglioramento del quadro della domanda generato da una politica fiscale più espansiva nel prossimo biennio, difficilmente l’inflazione potrà accelerare in modo significativo dall’attuale ritmo poco sotto l’1% per l’indice al netto di alimentari ed energia. La crescita prevista per il PIL è di fatti intorno al potenziale e non genera una situazione di eccesso di domanda. In aggiunta, la debolezza congiunturale e l’apprezzamento del cambio in seguito al referendum inglese fa prevedere che, all’espansione della politica fiscale, si aggiunga a breve ulteriore stimolo monetario.

Ricordato quanto sopra, bisogna ora comprendere quale sarà la misura degli effetti dei nuovi provvedimento della Boj. Saranno realmente incisivi o, come sembra, saranno molto tenui?

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