Grafico a linea e grafico a barre: ecco quando sono veramente utili

Nel forex impera il grafico a candele (o candlestick o a candele giapponesi). E’ infatti, da un certo punto di vista, il meglio con cui si possa tradare. E’ abbastanza facile e intuitivo da interpretare, fornisce tutte le informazioni necessarie per l’analisi tecnica, è – insomma – quello più utilizzato in assoluto.

Eppure, prima che facesse la sua comparsa, erano utilizzati il grafico a linea e il grafico a barra. Obsoleti, secondo gli amanti del candlestick, ma è innegabile che il forex all’epoca “funzionasse” anche a quell’epoca. Vuol dire che non sono proprio da buttare. In verità, ci sono alcune situazioni in cui è utile fare uso dei due vecchi tipi di grafico. Non che superino in efficacia il candlestick, ma fanno comunque il loro lavoro.

Ecco in quali situazioni il grafico a linea e il grafico a barre rappresentano ancora una valida alternativa. Prima, però, ricapitaliamo in che cosa consistono.Il grafico a linea, o grafico lineare, è molto semplice sia da comporre che da analizzare. Molto banalmente, si tratta di un grafico cartesiano al cui interno è presente una linea. Ogni punto di questa linea corrisponde a una sessione dell’asset, per la precisione ai suoi valori di chiusura. Non viene fornita, dunque, alcuna informazione sul mininimo e sul massimo di sessione, né sul valore di apertura.

Il grafico a barre è un po’ più complesso. Anzi, si può affermare che sia il progenitore del grafico candlestick (sebbene alcuni credono che si sia sviluppato in modo autonomo, addirittura ai tempi del medioevo giapponese. Esteticamente, appare come una successione di piccole linee orizzontali e verticali. Il punto più alto della linea verticale corrisponde al valore massimo raggiunto dall’asset in quella sessione. Il punto più basso, invece, rappresenta il valore minimo. La linee orizzontale invece rappresentano o i valori di chiusura o i valori di apertura.

Il grafico a linea è, come anticipato sopra, poco utilizzato proprio a causa del numero ridotto di informazioni che offre. Tutt’a più dà una panoramica molto semplicistica dell’eventuale trend in atto. Di certo, fornisce solo i valori di chiusura dell’asset. Un po’ poco per produrre l’analisi tecnica. A volte, però, il grafico a linea basta. Nello specifico, quando occorre produrre un analisi a lungo o a lunghissimo termine. E’ adatto quindi per fare un po’ di swing, ma per tutto il resto è abbastanza obsoleta.

Il grafico a barre è paradossalmente quello che più si avvicina al grafico a candele. In verità, fornisce tutte le informazioni che è in grado di fornire il rivale, eccetto una: la direzione di una sessione rispetto a quella precedente. Le candele sono rosse o verdi proprio per questo motivo, mentre chi trada con il grafico a barre è costretto a osservare attentamente la posizione delle linee. Il ché, se il mercato si muove in laterale, non è tra le cose più semplici.

La verità è che il grafico a barre è ottimo per l’analisi tecnica. Quindi “va bene su tutto”. L’unico problema – che però è davvero impattante – è proprio questo: non è né facile né intuitivo.

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