I partecipanti del mercato forex

Il forex è un mercato caratterizzato da una liquidità enorme. Il merito di ciò va al numero altissimo di partecipanti che ogni giorno investono sulle valute. Gli attori di questo mercato possono essere divisi in categorie, ognuna delle quali mossa da precisi obiettivi e modalità di intervento.

Banche centrali, multinazionali, istituti finanziari, broker e speculatori. Il gioco delle parti vede l’azione corposissima di alcuni di questi attori, in grado di incidere sugli equilibri, e quella comunque di sostegno da parte degli altri. Di seguito, una descrizione nel dettaglio.

Banche centrali

E’ la categoria in grado di muovere i quantitativi più ingenti di moneta. Il perché è evidente: sono la destinazione dal parcheggio di liquidità da parte degli istituti commerciali, gestiscono fondi immensi e, in alcuni casi, addirittura stampano moneta. Lo scopo di questi istituti non è la speculazione ma il perseguimento degli obiettivi di politica monetaria: la stabilità dei prezzi (nel caso dell’Europa inflazione poco sotto al 2%), e la regolarità del sistema creditizio.

Da questo punto di vista, il forex è solo uno strumento. D’altronde, l’investimento di quantità ingente di valuta, altera i tassi di cambio – possibilmente in modo funzionale agli obiettivi. Senza contare, poi, che le banche centrali possono intraprendere azioni che fungono da vero market mover, sostanziando così una sorta di influenza indiretta. Il riferimento è alle dichiarazioi sui tassi di riferimento.

Banche commerciali

La potenza di fuoco di questi istituti non è paragonabile a quella delle banche centrali, ma è comunque molto alta. Il motivo è rappresentato dall’ingente liquidità che possono muovere. Il loro obiettivo, però, non è “filantropico” e istituzionale. O meglio, non solo: le banche commerciali investono nel forex per proteggere i fondi di investimento dalla svalutazione ma anche per fare profitti. Nel secondo caso, siamo di fronte a un fenomeno emblematico degli ultimi decenni: lo sganciamento della finanza dall’economia reale.

Le banche commerciali, inoltre, sono avvantaggiati rispetto agli altri attori. Questo perché, potendo spostare più denaro, hanno una visione del mercato più completa.

Imprese multinazionali

In genere possiedono una liquidità importante, ma di gran lunga inferiore a quella delle banche commerciali. Il loro scopo principale è proteggere i propri investimenti dalle fluttuazioni del tasso di cambio.

Il pericolo per un’azienda che lavora in più paesi è sempre presente. Pensiamo a un soggetto che redige il bilancio in dollari ma deve pagare gli stipendi in euro perché i suoi stabilimenti sono in Europa. Sarà suo interesse che l’euro non si apprezzi sul dollaro, dunque interverrà acquistando valuta estera in base alle sue esigenze di “difesa”.

Speculatori

Gli investitori “qualunque”. Lo spettro degli speculatori va dai pescecani esperti, al principiante che si approccia per le prime volte nel forex. Il loro scopo, come suggerisce il nome, è quello di fare profitto. Il loro ruolo è comunque importante: sono numerosissimi e quindi apportano grande liquidità al mercato. Si muovono spesso disuniti, ma nei momenti cruciali si comportano spesso come un corpo solo.

La loro visione del mercato è ristretta. Anzi, nella maggioranza dei casi non operano nel mercato direttamente ma usufruiscono di intermediari (i broker).

I broker

Sono gli intermediari che agiscono per conto degli investitori comuni. Vengono chiamati market maker perché, de facto, creano un ambiente di mercato a misura del piccolo trader. La loro azione si rende necessaria perché spesso le posizioni non riescono a trovare copertura sufficiente. A fornirla, quindi, è proprio il broker.

Il loro scopo è fare profitto attraverso gli spread, che di fatto rappresentano un margine sulla differenza tra bid e ask.  Ovviamente, partecipano come investitori in maniera diretta. Lo scopo è lo stesso: marginare.

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