I segnali per capire che il vostro broker non è quello giusto

Non si può partecipare al mercato delle valite “da soli”. Anche i sistemi ECN impongono la presenza di un broker, ossia di un intermediario. Certo, il loro ruolo può essere diverso – si va dalla semplice intermediazione al più profondo market making – ma è indubbio che rappresentino la base per tradare nel forex come negli altri mercati.

In un certo senso, le speranze di profitto sono nelle mani dei broker. A loro vengono deputati troppi parametri per riuscire ad affermare senza tema di smentita: “il padrone del mio destino sono io”. Parzialmente è così, sia chiaro, ma ciò non toglie che bisogna fare i conti con il broker.

Alla luce di questa piccola riflessione risulta evidente quanto sia importante scegliere un buon broker. Anzi, è proprio una mossa propedeutica. Molti, però, spinti dall’inesperienza o da un messaggio pubblicitario troppo ottimistico hanno scelto male. Di seguito, una panoramica che vale per due: da un lato, i consigli per sceglliere bene; dall’altro, i consigli per capire che il nostro broker non è quello giusto.Ecco i requisiti che fanno del broker uno strumento in grado di migliorare, e non pegggiorare, la vita dei trader.

Piattaforma accessibile. I broker in genere offrono anche una piattaforma per tradare. L’aspetto più importante è l’accessibilità. Un’interfaccia poco ottimizzata, complicata e addirittura imcomprensibile è in grado di mettere i bastoni tra le ruote. Accessibilità in questo caso vuol dire velocità, che è una delle qualità a cui un investitore deve puntare (soprattutto se utilizza tecniche borderline come lo scalping).

Indicatori. L’analisi fondamentale è importante, ma l’analisi tecnica è vitale. E’ una questione di matematica la quale, per fortuna, non è un opinione. Per perseguire questo ideale è necessario avere a disposizione molti indicatori. A fornirli spesso sono i broker stessi, attraverso le piattaforme. Un buon broker offre un parco indicatori alto, un cattivo broker ne offre pochi e mal ottimizzati.

Spread trader-friendly. Il migliore spread è quello basso. I broker, infatti, non guadagnano con le commissioni, ma sugli spread, ossia tra le differenza tra la domanda e l’offerta. Essendo market market mover, possono manipolare gli spread. Il consiglio è quello di non andare oltre i 2 pip. Se un broker impone spread superiori, allora è un cattivo broker – oppure offre altre utility fuori dal comune.

Qualità e quantità del centro di assistenza. Il costumare care è importante per ogni servizio, ma nel caso dei broker particolarmente. Una risposta che tarda ad arrivare o che non arriva affatto, rischia di far perdere molto denaro al cliente. Valutate, attraverso la raccolta di testimonianze, la qualità e la quantità della presenza dell’assistenza che il broker offre.

Servizio di news. Molto importante per l’analisi fondamenale. A dire il vero, non si tratta di un tool molto diffuso. La sua assenza non denota quindi scarsa affidabilità del broker. La sua presenza, però, è un tratto molto distintivo.

Trading social. Stesso discorso. Sono in pochi ad offrirlo, ma quando c’è fa la differenza. eToro è uno di questi. La capacità di questo broker di creare una community è stato il miglior spot per il forex e, soprattutto, ha aiutato molti investitori. E’ alto il numero dei trader che ha imparato a tradare proprio grazie alle piattaforme social.

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