Il Forex può essere considerato un lavoro? I pro e i contro

Il forex è un lavoro? Questa è la domanda che molti trader novizi si pongono.

In effetti è davvero un sogno per tutti quello di guadagnare, e tanto, comodamente da casa, senza la necessità di andare in ufficio tutti i giorni e dover affrontare colleghi e superiori.

Rispondere a questa domanda non è affatto facile. Anzi, lo è, ma solo se ci si accontenta di una risposta evasiva e poco utile.

“Dipende”. Nello specifico, dalla bravura del trader e dalla sua filosofia di investimento.

E’ posssibile rispondere con cognizione di causa, analizzando i punti di contatto tra l’attività del forex e una qualsiasi attività lavorativa. Ovviamente, al fine di acquisire una panoramica completa, occorre analizzare anche i punti in cui la divergenza è così intensa da porre lavoro e forex agli antipodi.

Un motivo per cui il forex può essere considerato un lavoro è molto intuitivo: il guadagno. Lavorando – si spera – si guadagna denaro, fecendo forex – qui la speranza è più flebile – si guadagna lo stesso. Tutto molto semplice.

Un’altro punto di contatto tra i due emisferi è la necessità della formazione. Lavorare vuol dire, nella maggior parte dei casi, fare un mestiere e la parola stessa “mestiere” presuppone un percorso formativo a monte. Lo stesso vale per il forex, almeno quello approcciato in modo serio. Non esiste nessun trader che abbia guadagnato in modo costante che abbia rinunciato allo studio e alla formazione.

Di contro, il forex non può essere associato al lavoro perché, molto intuitivamente, il guadagno è precario e non è affatto scontato. Ora, la precarizzazione è una caratteristica tipica del mondo del lavoro, soprattutto per i liberi professionisti, ma i livelli del mercato delle valute non vengono mai nemmeno sfiorati.

Infine, il forex non può essere considerato un lavoro per la componente emotiva. Anche questa può emergere all’interno di un contesto lavorativo, ma mai nelle “dosi” che gli investitori devono mandare giù quando operano nel forex. Sangue freddo, lucidità, ansia, paura, euforia sono tutti sentimenti che stravolgono il trader e che, salvo casi eccezionali, compaiono sporadicamene nel contesto professionale tradizionale.

Sei adatto al forex?

Dipende da ciò che ti aspetti e desideri dalla tua vita: Se essere comandato o rispettare direttive non ti va giù, se non ami gli orari precisi e di ufficio, se ti senti male al solo pensiero di fare una vita comune e standard, il forex potrebbe fare al caso tuo.

Tuttavia, devi possedere altre caratteristiche quali: Completa padronanza delle emozioni, essere capace di sopportare lo stress, essere in grado di rimanere con mente lucida anche dopo un periodo negativo, sapere che anche quando nella tua vita personale tutto non funziona, per guadagnare devi continuare a stare davanti al pc.

Non dimenticare che devi anche essere amante dell’ambiente, è impensabile diventare un bravo trader se al solo sentir parlare di banche, tassi di interessi, politica fiscale e monetaria e via discorrendo, ti viene l’orticaria. Inoltre, se hai bisogno di sicurezza nella vita di tutti i giorni, il forex non fa di certo al caso tuo.

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