Il franco svizzero e la questione della valuta rifugio

Il forex è dominato da quattro valute: euro, dollaro statunitese, sterlina britannica, yen giapponese. Intorno a queste, e ai relativi cambi, ruota la maggior parte della transazioni del mercato valutario. Eppure buone occasioni di guadagno sono fornite anche da altre valute, magari meno famose.

Non solo, alcune valute non conosciutissime ricoprono un ruolo importante, perché hanno una funzione “tranquilizzante”. Vengono, in breve, considerate come una sorta di scudo contro le turbolenze. Si tratta delle classiche valute rifugio.

Tra queste si annovera l’euro, che deve le sue qualità  sostanzialmente alla tendenza, tipica di un’economia sull’orlo della deflazione, al rafforzamento. Molto importante in questo panorama è anche il franco svizzero, che ha acquisito questo status senza vedersi costretta a piombare in una crisi economica senza precedenti.

Perché il franco svizzero è considerato una valuta rifugio? Quali sono le sue prospettive per ciò che concerne il mercato valutario? Ecco le risposte a queste domande.

Uno dei motivi per cui il franco svizzero è considerato una moneta rifugia e la forza della moneta. Questa caratteristica è data dal fatto che l’economia elevetica è tradizionalmente molto solida, e il suo sistema è in grado di accogliere capitali dall’estero (oggi un po’ meno di prima).

La Banca Nazionale Svizzera, poi, segue da vicino il comportamento della Bce, la cui moneta – l’euro – tende al rafforzamento. Sicché, il franco svizzero ha continuato a godere di relativa forza anche quando i tassi sono stati abbassati da entrambi gli istituti – attualmente si attestano allo 0,25.

Le qualità “rifugio” della moneta elvetica sono state esacerbate negli ultimi tempi. Merito, o colpa, della crisi delle economie emergenti: a seguito del tapering americano, gli investitori esteri hanno lasciato i paesi Bric (ma anche le varie Argentina, Turchia etc) lasciando queste paesi in balia di una pesantissima inflazione. In periodi come questi, gli investitori si “aggrappano” a monete la cui svalutazione è evento raro, come appunto il franco svizzero.

Ciò è dimostrato dal cambio USD/CHF, ossia dollaro statunitense-franco svizzero. Nell’ultimo anno si è assistita a una discesa importante: da un massimo di 0,98 – pur con notevoli dietrofront – si è passati all’attuale 0,82.

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