Il via allo spesometro: In cosa consiste?

Tutto ha attinenza con il mondo della finanza, soprattutto per chi ritiene che vi sia un nesso stringente, e non casuale, tra il valore delle quotazioni di borsa ed i fondamentali dell’economia. Così, ogni scelta di politica economica viene sempre vagliata sulle varie piazze internazionali, per comprendere anche da piccole voci di sottofondo i toni che assumerà l’economia per gli anni a venire nel paese che interessa.

In Italia, si alza la fatidica bandierina: parte il controllo della corrispondenza fra spese effettuale e reddito dichiarato, per potersi accertare dell’effettiva ricchezza reddituale dei cittadini. Cerchiamo di capire le logiche dello spesometro.

In cosa consiste lo spesometro?

Si cerca di fare un controllo incrociato attraverso le operazioni indirette di imposizione fiscale, quelle che comportano la tassazione Iva (Imposta sul valore aggiunto).

L’onere della comunicazione a chi spetta?

  • Ai soggetti con obbligo di contabilizzazione dell’Iva. Essi sono tenuti a comunicare al fisco le spese superiori a 3.600 euro. Soglia ben inferiore ai 25.000 euro iniziali. Una tale discesa dei prezzi ha voluto tenere conto del nuovo e presunto tenore di vita.
  • Agli operatori finanziari, nel caso si tratti di pagamenti superanti tale soglia e tracciabili (secondo le nuove disposizioni, ciò deve scattare a partire dai 1.000 euro, e non ai fini dello spesometro che scatta da 3.600 euro) attraverso sistema di pagamento digitale (ad es.bancomat e carta di credito), o comunque via conto corrente.

Pertanto, si è cercato di imporre l’onere di comunicazione ad entrambi i canali, quello che riceve il pagamento, quello che lo effettua, purché vi sia una minima tracciabilità del pagamento, comunque prevista per legge (ad es. emissione fattura o scontrino).

Ma sono escluse da tale disciplina tutte quelle operazioni import-export che vanno a finire in un’altra competenza fiscale. Escluse anche le società di leasing e noleggio, purché rispettino gli altri obblighi di legge.

Tale obbligo concerne anche gli agricoltori esonerati dal carico Iva (spesometro ed imprese agricole).

Sostanzialmente, tale operazione concerne esclusivamente tutte quello che può essere presunzione di reddito, in base a quello dichiarato. Non ha nulla a che vedere con altre entità patrimoniali, purché si dimostri la loro provenienza, non correlata necessariamente alle fonti di reddito abituale.

Non si ritiene che tale novità fiscale avrà un taglio incisivo, in termini di market movers, sul forex trading né sarà una svolta in positivo per l’economia-paese. Ma questa è un’opinione e nel forex le opinioni non sono poche.

 

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