Inflazione Australiana? Il dollaro Usa cede

Sono bastati i dati sull’inflazione australiana per fermare nuovamente l’apprezzamento del biglietto verde che sembrava cominciare a recuperare terreno nei confronti della principale valuta.

Ciò, d’altra parte, per via della classica correlazione negativa fra Usd e yen, ha fatto, però, rafforzare la valuta giapponese. Tale fatto certamente influirà, se stabilizzatosi, sui rapporti commerciali fra gli Stati Uniti e l’area asiatica, deprimendo maggiormente la valuta Usa.

Nuove puntate ribassiste, quindi, su Usd/Yen (posizione short).

D’altra parte, ritorna ad accendersi l’interesse per il cambio Aussie, dato che la valuta australiana potrebbe non essere sopravvalutata (apprezzamento nei confronti dell’Usd e dello Yen).

Il dollaro e l’economia australiana

Si è spezzata la correlazione fra dollaro Usa (Usd) ed Australiano (Aud), date le politiche monetarie attuate dall’economia australiana che hanno portato l’Aud, rispetto all’Usd, in forte apprezzamento. Il cambio Aud/Usd, detto anche Aussie, è stato una delle scommesse più seguite dal forex e negli ultimi giorni del mese di marzo ha raggiunto i massimi storici di seduta, superando quota 0,90.

Il forex punta long sul cambio Aud/Usd, individuando come nuova resistenza dinamica quota 0,95. E ciò anche se si pensa che l’Aud sia sopravvalutato.

Gli ultimi dati sull’inflazione australiana destano, però, ancora più interesse. Sorprendono le nuove rilevazioni dell’indice dei prezzi al consumo che si assesta al 2,9% (apprezzamento dollaro australiano) mentre le attese lo portavano a ben oltre quota 3%.

In ogni caso, si è in attesa della visita di Obama presso il Giappone, in vista dei nuovi accordi commerciali, per poter piazzare le proprie sfide forex sull’Usd. Prima di allora non ci saranno molto probabilmente significativi rimbalzi sull’Usd/Yen e sui cambi in termini dell’Usd.

Quindi, Aud/Usd oggi a livelli pari a 0,9283. Le attese sono rialziste (toro), a favore dell’Aud. L’economia australiana si basa molto sull’export e, quindi, sarebbe da evitare un eccessivo rafforzamento dell’Aud conciliando il tutto con politiche di attrazione degli investimenti esteri.

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