Investimenti sul petrolio, ribassi duraturi?

In periodi di crisi greca e di difficoltà della Borsa cinese, alle prese con il pericolo dello scoppio di una temibilissima bolla speculativa, c’è un altro timore che sta facendo storcere il naso agli analisti: quello del crollo del petrolio, con il prezzo dei barili per pronta consegna che è ai minimi da tre mesi, e con quello del greggio che verrà estratto nel 2017 attualmente pari al minimo storico. Il Wti dicembre 2017 è infatti ora scambiato a 60 dollari, per un livello praticamente mai visto prima.

A far discutere è anche l’inversione di rotta del forth month. Qualche giorno fa si è verificato un nuovo grave calo che ha riguardato soprattutto il riferimento americano, in seguito alla pubblicazione delle statistiche settimanali dell’Eia, che hanno mostrato un improvviso rialzo delle scorte Usa: quelle di greggio sono aumentate di 348 mila barili nonostante un calo dell’import e quelle di benzine sono cresciute di ben 1,2 milioni di barili, benché oltre Oceano sia appena iniziata la driving season.

Ad ogni modo, molti operatori non sono convinti che un calo di oltre il 10% in una settimana sia giustificabile con i dati fondamentali, che rimangono molto deboli ma in fondo non sono cambiati rispetto al recente passato, fatta eccezione per una risalita modesta nel numero di impianti di trivellazione negli Stati Uniti.

Dunque, sottolineava il quotidiano Il Sole 24 Ore, “è probabile che ad alimentare le vendite sia stata soprattutto la reazione emotiva al crollo della borsa cinese, avvenuto in contemporanea al riemergere del rischio Grexit e all’avvicinarsi di un’intesa con l’Iran”.

Di maggior difficile analisi è infine il calo dei prezzi delle scadenze lontane del greggio. Una spiegazione possibile potrebbe essere legata al fatto che vi è qualche compagnia petrolifera tornata a fare hedging, iniziativa speculativa con la quale si vende in anticipo la propria produzione futura al fine di bloccarne il prezzo, a livelli bassi. In alternativa potrebbe esservi stato un cambio di strategia di qualche fondo di investimento speculativo. Non è infine escluso che possa esservi un ruolo di entrambe le voci di cui sopra, visto e considerato che difficilmente una singola azione avrebbe potuto avere una forza così incisiva dal muovere le quotazioni così significativamente.

Le conseguenze potrebbero essere pesanti, sia per gli investitori che – maggiormente – per le compagnie che operano nel settore. Non rimane che attendere l’evoluzione dei prezzi…

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