Italiani risparmiatori sempre più prudenti: è colpa della crisi?

Secondo quanto rivela un’indagine sul risparmio di Centro EinaudiIntesa Sanpaolo gli italiani si starebbero riscoprendo dei risparmiatori sempre più prudenti, confermando peraltro la casa in cima alle priorità di investimento degli italiani, e in grado di superare i mercati finanziari, che pure sono da tempo in un trend positivo e che vengono presi in considerazione prevalentemente con un’ottica di medio-lungo periodo.

In maniera più specifica, la percentuale di famiglie che occupano una casa di proprietà cresce dal 76% del 2000 al 79% del 2015. E probabilmente anche in virtù di questa ondata di nuovi investimenti immobiliari che il governo Renzi ha scelto di annunciare una politica pluriennale di riduzione delle tasse ponendo al vertice delle priorità proprio l’abolizione delle tasse sulla prima casa.

Negli ultimi anni, spiega ancora il dossier, è rimasta stabile (51%) la convinzione che l’immobiliare si una buon investimento, a patto di usarlo o abitarlo. Rimane invece qualche dubbio in più sul fatto che tale affermazione possa essere pienamente condivisibile, valutato che proprio il mattone è il settore che con maggiore difficoltà si sta tirando fuori dalla lunga recessione, mentre i mercati finanziari sono reduci da tre anni di corsa quasi ininterrotta.

A conferma delle difficoltà. lo studio ricorda anche come gli investimenti nella costruzione di nuove abitazioni sono scesi del 58% tra il 2007 e il 2014, mentre le compravendite si sono sostanzialmente dimezzate nei sette anni considerati. Negli ultimi mesi sono tuttavia arrivati dei segnali dal fronte dei mutui, pur mantenendo lontani, lontanissimi, i periodi pre-crisi.

A risentire di tale scenario di aleatorietà sono anche i prezzi, in calo, pur con forti variazioni a seconda della classe: le case al centro e quelle più recenti hanno sostanzialmente tenuto, mentre in molti piccole città e nell’hinterland delle realtà più grandi vi sono stati crolli del 30% e oltre.

Infine, sul fronte degli investimenti finanziari, emerge come gli italiani stiano ricominciando a pensare seriamente ad essi per poter accumulare ricchezza: il desiderio di sicurezza continua a rimanere prioritario, essendo preferito dal 66% degli intervistati, ma si comincia comunque a cercare qualche altra caratteristica: il rendimento, soprattutto se inquadrato in un’ottica di lungo periodo.

Insomma, la situazione non è affatto lineare, ma ancora una volta è con la diversificazione degli asset che occorrerà fare i conti. E voi che ne pensate? Siete d’accordo con il report del Centro Einaudi – Intesa Sanpaolo?

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