La storia del Forex: l’EUR/USD

La coppia euro-dollaro, nota anche – e soprattutto – come EUR/USD è probabilmente la più importante del panorama Forex. Questo per un certo numero di motivi.

Innanzitutto, è la coppa che rappresenta le due economie più “prospere” del mondo, almeno in termini numerici. Il Pil degli Stati Uniti vale all’incirca 16mila miliardi di dollari. Il Pil della Zona Euro vale approsimativamente 12mila miliardi di dollari.

In secondo luogo, fiorenti – nonostante la crisi – sono gli scambi commerciali tra i due paesi. Tutto ciò si riflette nei numeri “Forex” della coppia EUR/USD: 3mila miliardi “mossi ogni giorno”, che equivalgono a più del 20% di quanto si muove quotidianamente nel Foreign Exchange Market.

La coppia EUR/USD è anche una coppia abbastanza volatile, il ché – fino a un certo punto – è un bene per il trader, che nella “giusta volatilità” rintraccia le sue occasioni di guadagno. Questa situazione di volatilità è comprovata dalla storia stessa del cambio euro-dollaro.

Tutto, oviamente, è iniziato nel 1999, quando l’euro è ufficialmente nato. Allora non erano cominciate a girare le banconote della moneta unica, ma già operava nei mercati finanziari.

Il primissimo cambio fu 1,1795. Cifra, questa, che rifletteva la vera essenza dell’euro: una moneta unica a trazione “tedesca” (il marco è stato tradizionalmente forte). Lo stato di fatto dei rapporti tra le due economie iniziò presto a incidere e dunque il cambio iniziò a scendere, fino a toccare il minimo assoluto mai registrato: o,8225 nell’autunno del 2000. L’economia degli Usa, a quell’epoca, andava fortissimo, mentre quella dell’Europa arrancava a causa di una bassa crescita e, soprattutto, della pessima situazione della Germania (quanto sono cambiati i tempi!).

Stati Uniti e Unione Europea presto iniziarono ad avvicinarsi, tanto per demeriti degli americani che per i meriti degli europei, sicché il cambio iniziò ad aumentare. Molto notevole, da questo punto di vista, la parità 1:1 (quindi 1,0000) raggiunta a novembre del 2002. Il trend iniziò a crescere ma godette di un ulteriore spinta verso l’alto a partire dal 2007, quando iniziarono le prime avvisaglie della crisi. Il momento topico cadde comunque a luglio 2008, quando sulla scia del fallimento di Lehman Brothers, l’EUR/USD toccò il punto più alto della sua storia: 1,6037.

Con l’assestamento della crisi e l’avvento della crisi in Europa, il cambio tornò ai livelli classici o addirittura inferiori (crisi Greca: 1,1876). Adesso, sulla scorta della Guerra delle Valute e delle politiche monetarie “radicali” della Fed, si assiste a un trend “tendenzialmente” rialzista.

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