L’analisi tecnica è meglio dell’analisi fondamentale? Un punto di vista

Analisi tecnica o analisi fondamentale? E’ questa la domanda che riassume uno dei grandi dibattiti che infiammano il mercato valutario. Esistono delle vere e proprie fazioni. Alcuni investitori sono fautori dell’analisi tecnica, altri invece preferiscono l’analisi fondamentale. Dare una risposta definitiva, e che non si riduca a un “entrambi”, è impossibile. E’ utile però prendere prima un punto di vista e poi un altro. Ad esempio, cosa pensano i fautori dell’analisi tecnica di questa diatribia?

Ovviamente, considerano l’analisi fondamentale superflua. Il perché è chiaro, e si articola su tre punti.

Il primo ha a che fare con il cosiddetto “postulato dell’analisi tecnica“. Secondo questo, anche ammettendo che l’analisi fondamentale sia efficace rispetto alla redazione di una strategia, è comunque inutile perché una contiene l’altra. Nella fattispecie, la tecnica ingloba quella fondamentale.

Si tratta di un concetto all’apparenza difficile da comprendere, ma non è così. Molto banalmente, nell’analisi tecnica tutti i dati rilevabili per mezzo dell’analisi fondamentali sono già incorporati nei grafici, sicché non è necessario andare a studiare le notizie e i rumors sugli eventi economici dal momento che le conseguenze di questi sono già rappresentate dalle chart.Il secondo punto ha a che fare con la questione “dell’indipendenza”. L’analisi tecnica può prescindere da quella fondamentale ma non viceversa. Questo avviene perché, nella stragrande maggioranza dei casi, è veramente difficile redigere una strategia basandosi solo sui market mover: molto spesso le notizie arrivano troppo tardi, e quando arrivano qualche investitore le ha già sfruttate vendendo o comprando.

Il terzo punto è un semplice corollario del secondo. Se sul tempismo la fondamentale soccombe nel confronto con la tecnica, allora quando si parla di timing la prima si trova in pesante difetto rispetto alla seconda. Lo studio dei grafici fornisce numeri e tempi prescisi: è il regno della programmazione.

Un consiglio che, al netto dei punti di vista “parziali”, è necessario adottare riguarda la questione del breve e del lungo termine. Fa parte del senso comune pensare che l’analisi fondamentale sia indicata per il lungo termine e che l’analisi tecnica sia indicata per il breve termine. Non è così: la differenza è di metodo, non di tempi.

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