L’arbitraggio sul forex (forex arbitrage)

Come funziona l’arbitraggio, esempio pratico

L’arbitraggio è un concetto ricorrente nel mondo delle transazioni finanziarie. Genericamente, per arbitraggio si intende quel tipo di attività per mezzo delle quali un trader acquista un bene e lo vende in una piazza differente, giocando sul fatto che il suo prezzo cambia da una piazza all’altra.

Questa tecnica è in grado di generare qualche profitto “inatteso”, nel senso che non dipende dalle quotazioni, bensì da alcuni disallineamenti di prezzo che possono, per vari motivi, capitare. Ovviamente, non si tratta di una tecnica facile da gestire. Soprattutto, comporta alcuni effetti collaterali in grado di inficiarne le potenzialità e, anzi, porre in essere uno spiacevole effetto boomerang.

L’arbitraggio è presente anche nel forex, sebbene in una versione leggermente diversa ma forse ancora più semplice da capire. A causa della natura del mercato valutario, però, è difficile praticare questa tecnica. Essa, infatti, “soffre” della tendenza alla frenesia tipica del forex. Di seguito, una guida esaustiva a comprendere come si realizza l’arbitraggio nel forex.

L’arbitraggio nel forex assume la qualifica di “triangolare”. Il motivo di questa dicitura risiede nella caratteristica tipica dell’arbitraggio nel mercato valutario: il fatto che il guadagno non deriva da una pluralità di piazze, ma da una pluralità di coppie. Il percorso che l’inverstimento del trader assomiglia a un triangolo: vengono “attraversate” tre coppie di valute ma infine si ritorna alla prima.

L’arbitraggio nel forex, o triangolare, è quella tecnica che prevede l’acquisto di una valuta Y per mezzo di una valuta X, seguito dall’acquisto di una valuta Z, seguito a sua volta dall’acquisto della valuta X. Ovviamente, il valore di X alla fine di questi passaggi deve risultare maggiore del valore della stessa moneta registrato prima che le operazioni di arbitraggio abbiano avuto inizio.

La definizione può sembrare ostica, ma in realtà il meccanismo è molto più semplice. Un esempio, scandito per fasi, chiarirà le cose. Ammettiamo di avere le seguenti coppie.

Eur/Usd a 1,3522

Eur/Gbp a 0,6821

Gbp/Usd a 1,9874

Acquisto Euro con USD:
EUR 739508.23 = 1,000,000 USD / 1.35225

Acquisto GBP con EUR:
GBP 504425.96 = 739,508.23 EUR x 0.6821 GBP/EUR

Acquisto USD con GBP:
1002516.331 = 504,425.96 GBP x 1.98744 USD/GBP

Profitto dell’ operazione di arbitraggio:
2,516.33 USD = 1002516.33 USD – 1000000.00 USD

Il guadagno, come si vede, è abbastanza ingente.

Gli effetti collaterali, le difficoltà dell’arbitraggio

Uno dei problemi dell’arbitraggio è la difficoltà con cui è possibile rintracciare il momento giusto per praticare questa tecnica. Molto spesso, il “momento giusto” si riduce a pochi secondi. I prezzi, infatti, tendono ad allineari in breve tempo.

Il lasso di tempo adatto potrebbe essere quello che inizia quando un market mover esordisce e sposta una coppia di valute. L’effetto potrebbe essere così importante da “ritardare” l’effetto domino rispetto alle altre coppie. Il prezzo dunque, subisce un disallineamento.

Un altro problema è determinato dal fatto che i broker non vedono molto di buon occhio questo genere di operazione. Proprio come lo Scalping, l’arbitraggio si basa sull’accumulo di piccoli profitti, che dunque erodono il possibile guadagno degli intermediari.

D’altra parte, il possibile profitto derivato dall’arbitraggio è possibile che venga eroso proprio dagli spread. Dunque, l’arbitraggio è una tecnica adatta ai trader che utilizzando broker ECN, dunque non “market maker” (proprio perché non guadagnano a partire dagli spread).

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