Le sconfitte nel forex: come imparare dagli errori

Perdere nel forex non è un’eventualità rara. Anzi, soprattutto agli inizi, le perdite di capitale sono all’ordine del giorno. Molti continuano a essere sconfitti anche dopo che hanno fatto esperienza. L’importante però non è solo cercare di perdere il meno possibile, ma anche capire perché si è perso e imparare dai propri errori.

E’ un elemento imprescindibile del percorso formativo. La teoria è importante, soprattutto quella derivata dalla frequentazione delle community, ma anche la pratica, e la pratica la si acquisisce solo sbattendo la testa contro il muro.

La domanda a cui rispondere è: perché ho perso? Un errore che molti novellini fanno è quello di affidarsi alla fortuna. La fortuna del principiante è il leitmotiv che unisce molte esperienze di trading. E’ necessario sapere, però, che la fortuna prima o poi finisce. Non è mai esistito un trader che abbia frequentato con profitto il forex utilizzando esclusivamente l’approccio dello scommettitore.

Tra i motivi della sconfitta vi è un altro tipo di approccio, quello del “calciatore“. Quella del calcio è una metafora azzeccata quando si deve parlare di trader “perdenti”. Questi considerano il mercato delle valute come una partita di calcio: non importa come conduci il gioco, è sufficiente magari andare di “contropiede” con un unica mossa finale e segnare. Nel forex tutto ciò si traduce con la ricerca dell’operazione che “salva la vita”. Non funziona così: il mercato delle valute è simile più a una partita di basket, in cui si segnano molti punti ed è necessaria la continuità.

Infine, tra le ragioni della sconfitta si può annoverare, eventualmente, anche l’emotività. Purtroppo questo è un aspetto difficilmente alienabile ma con il tempo è possibile imparare a gestire i sentimenti impetuosi dal quale un trader può essere sopraffatto. Ingrediente base per un investitore è infatti la lucidità: calcolare le probabiltà, redigere una strategie, programmare un cambio in corso, tutte azioni che necessitano di polso.

Ovviamente, tra le emozioni da controllare – e forse da sopprimere – ci sono anche quelle positive, come l’euforia o la troppa fiducia in sé.

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