Le tre strategie più utilizzate nelle operazioni binarie

Investire nelle opzioni binarie vuol dire puntare sull’anima più “d’azzardo” del trading. Certo, si tratta pur sempre di un’attività che si basa sullo studio e sull’analisi (tecnica, fondamentale, emotiva) ma alla fine il meccanismo si riduce a questo: “azzeccare” la situazione del mercato in un dato momento. Nonostante questa apparente linearità, dal punto di vista strategico le opzioni binarie hanno molto da offrire. Tra le tante strategie disponibili, ce ne sono almeno tre (che sono così declinabili da rappresentare delle vere e proprie categorie) che sono apprezzate più di altre.

La prima strategia è quella del “following trend“. C’è chi dice che il trend è il miglior amico del trader. In effetti è vero: se non ci sono inversioni in vista, è possibile sfruttare l’andamento in modo tutto sommato tranquillo e abbastanza proficuo. Anzi, nel caso delle opzioni binarie, seguire il trend espone l’investitore a un numero minore di rischi. Ciò è dovuto soprattutto a un fatto: l’imprevedibilità del mercato, nelle opzioni, non porta allo stop loss e quindi non costringe alla perdita di eventuali guadagni (causata dalla chiusura anticipata della posizione). L’unico momento che conta è la scadenza, per assurdo l’asset potrebbe destreggiarsi in una altalena eppure non cambierebbe nulla. Ne consegue che, per la loro particolare conformazione, le opzioni binarie consentono al trader di puntare sulla strategia “following trend” anche quando il mercato è assai volatile e imprevedibile. Paradossalmente, ciò vale anche per le coppie di valute.

La seconda strategia è quella che consiste nell’andare contro il trend. Il bello delle opzioni binarie è proprio questo: è utile una strategia ma è utile anche un’altra che, almeno all’apparenza, si situa agli antipodi.

In verità, la strategia in questione è quella del “rimbalzo”, dunque presuppone in ogni caso l’esistenza di un trend stabile, ma a lungo andare. Alcune volte, infatti, può accadere che, a causa di un evento improvviso, un asset perda valore. Può capitare anche che il mercato si faccia prendere dal panico e affondi l’asset ben al di là dei suoi meriti e dei suoi demeriti. A quel punto, il mercato però rinsavirebbe – più o meno – e causerebbe un effetto rimbalzo. Ossia l’asset risalirebbe la china, ma solo per compensare “almeno un po’” le eccessive perdite del periodo precedente. Non si tratta di una inversione del trend, ma poco ci manca. Dunque, il trader deve sfruttare questa piccolo “controtrend”.

Va da sé che la tempestica ricopre un ruolo fondamentale. Occorre conoscere, o almeno intuire, il momento in cui si verificherà il rimbalzo.

La terza strategia non ha a che fare con il trend ma è comunque molto utilizzata. Quella del trading veloce. Talmente veloce da assomigliare allo scalping. Ovviamente, è una tecnica che può essere utilizzata solo in caso eccezionali, ossia quando si prevede un mercato estremamente volatile, con movimenti assolutamente non laterali. Più cambiamenti di prezzo ci sono, maggiori sono le opportunità. E maggiori sono le opportunità maggiore deve essere la velocità di pensiero e di esecuzione del trader. Quando va utilizzata? In momenti piuttosto coincitati, o in asset che per costituzione offrono una grande imprevedibilità (come le valute).

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