Nuovo rafforzamento della sterlina

La sterlina prosegue nella sua strada di rafforzamento. Una strada che, seppur a ritmo moderato, l’ha condotta ora a crescere sia contro dollaro da 1,51 a 1,52 GBP/USD sia contro euro dove sta consolidando in area 0,69 EUR/GBP.

Il rialzo non sta comunque sorprendendo gli analisti, visto e considerato che una prima anticipazione di quanto poi è avvenuto la si è avuta durante il discorso di Broadbent, vice-governatore BoE responsabile per la politica monetaria. Il vice governatore Broadbent ha detto infatti che bisogna guardare oltre i fattori che ancora deprimono l’inflazione, spiegando che “l’orizzonte sul quale è appropriato riportare l’inflazione a target può variare”.

Una simile dichiarazione, unita al fatto che la BoE nell’Inflation Report di novembre ha rivisto al ribasso la proiezione di inflazione per fine 2017 da 2,1% (poco sopra target) a 2,0% (esattamente a target) non significa necessariamente che l’avvio del ciclo di rialzi dei tassi verrà rimandato, anzi. Il quadro di crescita infatti è solido e il grado di “spare capacity” si restringerà ulteriormente.

In ambito strategico in seno al comitato della BoE, quanto sopra starebbe altresì a significare che Broadbent potrebbe quindi essere un altro membro (insieme ai già “noti” Weale ed eventualmente a Forbes) a decidere di votare per un rialzo dei tassi a partire da febbraio, unendosi a McCafferty che già da agosto sta votando per un rialzo immediato.

Naturalmente, nulla è attualmente certo e, soprattutto, bisognerà comunque attendere soddisfazioni dal calendario macroeconomico. Soddisfazioni che potrebbero iniziare dagli imminenti dati domestici delle vendite al dettaglio, utili per poter consolidare le posizioni della sterlina nel breve termine.

Per quanto attiene il futuro, dunque, è molto probabile che la BoE decida di assumere un atteggiamento sostanzialmente attendista per i prossimi 2 mesi. Un periodo di tempo che da una parte sarà utile all’istituto monetario britannico per guardarsi intorno e cercare di capire cosa stanno realizzando le altre banche centrali (la Fed alzerà i tassi, la Bce amplierà il suo quantitative easing) e in contemporanea analizzare i risultati del calendario macro, a conforto delle proprie scelte. Per il momento un primo rialzo dei tassi d’oltre Manica a febbraio sembra essere ancora una scelta poco probabile, ma nelle prossime settimane può succedere di tutto e, dunque, le opinioni del comitato BoE potrebbero orientarsi in misura prevalente proprio verso l’avvio concreto di una nuova stagione di rialzo dei tassi che, comunque, sarà contraddistinta da grande prudenza e gradualità.

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