Opzioni binarie petrolio, c’è da fidarsi della crescita del greggio?

Negli ultimi giorni le quotazioni del greggio sono cresciute sulla principale scia dell’ottimismo per il continuato calo della produzione statunitense. Il tutto, nonostante l’ampio eccesso di offerta sui mercati globali. Successivamente le quotazioni sono state influenzate parzialmente dalla pubblicazione del Monthly Oil Market Report dell’OPEC e dei dati settimanali sulle scorte statunitensi comunicati dall’U.S. Department of Energy (DOE). Ma cosa accadrà nel prossimo futuro alle quotazioni del prezioso oro nero? E quali sono i dati che gli investitori in opzioni binarie petrolio dovrebbero tenere in considerazione per poter compiere delle scelte più oculate?

Ricordiamo anzitutto come nel suo Short Term Energy Outlook (STEO) di giugno, l’US Energy Information Administration (EIA) abbia stimato che il Brent scambierà in media a 60,5 USD nel 2015 (in lieve ribasso dalla precedente stima di 60,8) e 67,0 nel 2016 (in calo dal precedente 70,5). In aggiunta a quanto sopra, è stato stimato che il WTI dovrebbe scambiare in media a 55,4 USD nel 2015 (in rialzo da 54,3) e 62,0 nel 2016 (da 65,6). Rimangono invece invariate le previsioni sulla domanda mondiale, a 93,3 mb/g nel 2015, +1,3 mb/g a/a, e a 94,6 nel 2016, +1,3 mb/g a/a. L’offerta non-OPEC viene invece stimata a 58,2 mb/g nel 2015 (rivista al rialzo da 57,6), +1,3 mb/g a/a, e a 58,3 nel 2016 (rivista al rialzo da 57,9), +0,2 mb/g a/a. La produzione statunitense è stimata infine a 9,4 mb/g in media nel 2015 e a 9,3 mb/g nel 2016.

Contemporaneamente, l’American Petroleum Institute (API) ha riportato in un comunicato come nell’ultima settimana le scorte commerciali di petrolio negli Stati Uniti sono nuovamente diminuite di 6,7 milioni di barili: un dato che ha naturalmente influenzato le quotazioni del greggio, costituendo una buona base per delle concrete pressioni al rialzo. L’API ha inoltre precisato come le scorte di benzina siano scese di 3,9 milioni di barili, anticipando pertanto i dati forniti dall’U.S. Department of Energy (DOE) sulle scorte, in ribasso di 1,5 milioni di barili, e nuovamente in calo dopo la precedente contrazione di 1,9 milioni di barili.

Spostandoci dall’altra parte del globo, ricordiamo come secondo una recente dichiarazione del Ministero del petrolio dell’Arabia Saudita, l’incremento della produzione domestica attorno ai 10,3 mb/g, riscontrato nelle ultime settimane, sia il più alto livello da sempre, ed è il risultato diretto di una crescita nella domanda mondiale (pur non utile per compensare le più basse quotazioni del petrolio, o proteggere le proprie quote di mercato).

Continueremo ad aggiornarvi sull’evoluzione del greggio, nella consapevolezza che l’incremento assistito potrebbe essere solo una parentesi fortemente temporanea.

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