Pochi dati macro euro, dalla Germania gli unici spunti

Quella che si è recentemente avviata è una settimana priva di particolari spunti sul fronte macroeconomico. I pochi, inoltre, dovrebbero essere abbastanza tenui (o negativi) e arrivare dalla Germania, dove l’indagine ZEW dovrebbe risentire maggiormente della volatilità sui mercati finanziari nel dopo voto britannico dello scorso 23 giugno, con conseguente vittoria dei leave alla Brexit. L’indice sulle attese è visto in calo a 6 da 19,2, secondo i principali analisti. Se così fosse, non ci si aspettano comunque gravi stravolgimenti, visto e considerato che l’indicatore è di sua natura piuttosto volatile, e gli effetti sul cambio valutario sarebbero dunque molto contenuti.

Gli osservatori ricordano inoltre come l’indice è al di sotto della media di lungo termine da settembre scorso e il calo di luglio, se confermato, riporterebbe l’indicatore sul livello di marzo. L’indice sulla situazione corrente è atteso calare meno, a 51 da 54,5, livello ancora al di sopra della media di lungo termine; i fondamentali per l’economia tedesca sono ancora solidi e l’attività continua crescere a ritmi sostenuti, anche se il picco è probabilmente alle spalle. L’indice sulle attese nell’eurozona è visto in calo a 8 da 20,2, livello al di sotto della media di lungo periodo.

Per quanto concerne la BCE, la settimana vede un’attesa riunione che non dovrebbe tuttavia apportare grandi novità rispetto a quanto già sappiamo. L’indagine sul credito relativa al 2° trimestre dovrebbe essere stata condotta in parte dopo il voto britannico e potrebbe quindi contenere le prime indicazioni sull’effetto del voto e dell’incertezza che questo ha innescato sulle condizioni al credito nella zona euro. Per quanto attiene i provvedimenti, non ci si aspettano variazioni di sorta, rimandando pertanto ogni ulteriore riflessione a settembre.

Chiudiamo infine con una breve anticipazione di quello che potrebbe accadere sul mercato statunitense, anch’esso interessato da una settimana ben poco movimentata sul fronte del calendario macroeconomico. Tuttavia, la giornata di oggi porterà l’aggiornamento del dato sui nuovi cantieri, che a giugno sono previsti in calo a 1.140 mila, da 1.164 mila di maggio. Gli occupati nelle costruzioni a giugno sono rimasti stabili, indicando un trend pressoché piatto per l’attività nel settore, e in modesto calo nel segmento residenziale. Le licenze dovrebbero aumentare a 1.150 mila da 1.136 mila di maggio.

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