Rialzo tassi Fed, i tempi stringono per il FOMC di settembre

I tempi per preparare la riunione FOMC, e influenzare le opinioni del Comitato, in relazione al mese di settembre, sono oramai agli sgoccioli. Negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione di dati deboli dell’ISM non manifatturiero, si sono infatti susseguiti alcuni discorsi che segnalano che le opinioni non sono però cambiate rispetto a quanto precedentemente noto.

In particolare, Lacker ha dichiarato che c’è ancora un “caso forte” per un rialzo a settembre, anche dopo i dati delle indagini ISM; il presidente della Richmond Fed ha inoltre affermato che “non vede che cosa possa tenerci indietro”. Williams ha ripetuto che tutte le riunioni sono “vive” per un rialzo e settembre non è un’eccezione, ricordando di non aver modificato il suo scenario, e che per ora non ha deciso riguardo a settembre ma continua a pensare che sia meglio alzare i tassi prima piuttosto che dopo e che successivamente dovrebbe esserci un sentiero dei tassi graduale.

Rosengren ha intanto ribadito che l’economia USA ha già raggiunto o è molto vicina al pieno impiego e che ci sono rischi derivanti da un rinvio eccessivo di un rialzo. A suo avviso, un overshooting dell’economia potrebbe accorciare la ripresa – ricordano gli analisti di Intesa in un proprio approfondimento: una restrizione graduale è necessaria per garantire il pieno impiego e, segnale molto importante, “i rischi ora sono vicini a essere equilibrati”. Rosengren conclude che c’è “un caso ragionevole per una restrizione graduale”. Ricordiamo che fino a un anno fa Rosengren era fra le colombe, ma è passato nel gruppo di chi preferisce muovere prima piuttosto che dopo principalmente per il timore che si crei instabilità finanziari.

Tra le altre dichiarazioni di spicco si ricorda anche quella di Kaplan, tipicamente un “falco” moderato, che ha detto che “nei mesi recenti il caso per un rialzo si è rafforzato” e che “c’è un costo a tassi a questi livelli bassi” per via delle distorsioni che si generano sui mercati finanziari e su quello del lavoro. Kaplan ha detto esplicitamente che la Fed ha “avvertito i mercati”.

Ad ogni modo, è molto probabile che la Fed possa discutere su eventuali rialzi e potrà essere paziente, determinando un sentiero dei tassi molto piatto e basso. Ancora qualche giorno di pazienza, e se ne saprà sicuramente di più, grazie anche alla pubblicazione di alcuni dati macro di rilievo…

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