Risk management, differenze tra azioni, opzioni binarie e forex

Il risk management è un’attività essenziale per i trader. E’ una di quelle che caratterizzano la pratica dell’investimento e in qualche maniera la responsabilizzano. Gestire il rischio, infatti, vuol dire gestire il capitale. Il problema è che le dinamiche cambiano da settore a settore e da asset ad asset.

Ci sono differenze sostanziali tra il risk management nelle azioni e quello nelle opzioni binarie e nel forex. Ecco quali.

Le azioni. Le dinamiche del risk management dipendono dalle dinamiche che regolano la gestione del profitto. Per quanto riguarda il mercato azionario, tutto ruota attorno alla compravendita. Il rischio più grande è quindi quello di veder dissipato il proprio investimento, il che vuol dire semplicemente che le azioni in nostro possesso perdono il proprio valore. Il risk management, dunque, consiste in questo in un lavoro di analisi, che può essere tecnica piuttosto che fondamentale. Il trader è chiamato a prevedere quando l’asset in suo possesso sta per affrontare un trend ribassista e quando sta per affrontare un trend ribassista.

Il forex. Il risk management assume qui connotati diversi. Come accennato sopra, dipende dalle dinamiche che regolano la produzione del profitto. Nel mercato delle valute si parla ugualmente di compravendita (di una valuta rispetto a un’altra) ma si parla anche di un ritmo ben più sostenuto del mercato azionario. Il forex è infatti strutturalmente più veloce, le posizioni vengono aperte e chiuse in un lasso di tempo generalmente più ridotto. Non è un caso che lo scalping rappresenti una strategia diffusa nel trading delle valute.

Dunque, gli elementi da prendere in considerazione per il risk managemente sono questi: rischio di dissipazione del valore dell’asset (dunque del valore delle monete in proprio possesso) e velocità del trading. Il motivo è semplice: se il ritmo è incalzante, il rischio di perdere la lucidità necessaria è dietro l’angolo. Da lucidi si è più vulnerabili alle emozioni, e alcune di queste quali il senso di rivalsa o la paura producono effetti su quanto si investe e su come si investe.

Cosa fare dunque? E’ necessario produrre un piano di spesa a priori, definendo anticipatamente il limite al di là del quale non ci si vuole spingere. Insomma, porsi semplicemente la domanda: quanto posso permettermi di perdere? (E ovviamente darsi una risposta).

Opzioni binarie. Il meccanismo di base è profondamente diverso. Non si investe su un asset, ma si punta su evento che può verifircarsi oppure no (sono binarie proprio per questo). La vincita è determinata da una percentuale di guadagno sul capitale investito, ma esiste anche un rimborso – sempre espresso in percentuale – che entra in gioco in caso negativo. Dal momento che le percentuali variano da opzione a opzione, il risk management qui si riduce in un semplice calcolo: occorre tradurre le percentuali in termini assoluti, e verificare se possiamo permetterci l’eventuale perdita non coperta dal rimborso.

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