Stocastico ed RSI: come si utilizzano in maniera combinata

Lo stocastico e l’RSI sono due indicatori che vengono spesso utilizzati separatamente. Possono però essere utilizzato in modo combinati, in modo da formare una sorta di “super indicatore”, la cui efficacia può essere considerata una garanzia. Questo oscillatore è apprezzato perché supera i limiti dell’RSI. Quest’ultimo infatti fornisce un’idea della forza del trend in un determinato momento, ma grazie al contributo dello stocastico riesce a fornire queste informazione in un range prolungato di “n” periodi. Da questa combinazione scaturiscono molti segnali in grado di orientare le scelte strategiche dei trader.

La formula, come al solito, è molto complicato ma ciò non deve preoccupare: la sua esecuzione è deputata alla piattaforma, mentre al trader rimane la parte interpretativa. A volte, nemmeno quella, se si  è deciso di acquistare i segnali. La scelta più giusta è comunque quella di tentare una interpretazione, dal momento che – in quel caso – sarebbe di prima mano e quindi più efficace.

La formula in questione è la seguente.

StochRSI = (RSI – MinimoRSIn) / (MassimoRSIn – MinimoRSIn)

La legenda da prendere in considerazione è la seguente.

StochRSI è semplicemente l’abbreviazione di Stocastico RSI.

Minimo RSIn è il valore minimo dello stocastico raggiunto negli ultimi n periodi.

Massimo RSIn è il valore massimo dello stocastico raggiunto negli ultimi nperiodi.

Ovviamente n non deve cambiare mai. N, ossia il numero dei periodi, può essere scelto a piacere, ma per convenzione si utilizza il 13 (vengono quindi considerati gli ultimi 13 periodi).

Lo stocastico Rsi produce alcuni segnali, ecco quali.

Segnali di ipercomprato e ipervenduto. Quando il valore di StochRSI supera lo 0,80, si assume che la coppia sia in ipercompratico. L’aspettativa, quindi è quella di una correzione ribassista, in un ottica si effetto rimbalzo. Quando il valore dello StochRSI supera lo 0,20, si assume che la coppia sia in ipervenduto. L’aspettativa, in questo caso, è di una correzione rialzista, sempre nell’ottica di un effetto rimbalzo. Nel primo caso è meglio vendere, nel secondo caso è meglio comprare.

Segnali di centerline crossover. Non è un segnale convenzionalmente riconosciuto tra i più efficaci, ma viene spesso utilizzato dai trader perché aiuta a fare chiarezza di una situazione che si presenta spesso. In breve, quando  l’asset percorre un tragitto al si sotto della linea di ipervenduto (0,19 e inferiore) e poi risale fino a oltrepassare a 0,50, il segnale è rialzista. Il consiglio è quello di comprare. Analogamente, quando l’asset va in ipercomprato e poi scende fin sotto i 0,50, il segnale è ribassista. Il consiglio in questo caso è di vendita

Segnali di divergenza. Quando lo stocastico RSI fuoriesce dall’ipervenduto e prosegue nel suo aumento, ma nel frattempo il prezzo continua a scendere, il segnale è rialzista, dunque è consigliabile comprare. Analogamente, lo stocastico esce dall’ipercomprato e continua a scendere, ma nel frattempo il prezzo continua a salire, il segnale è ribassista, quindi è consigliabile vendere.

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