Trading: banche al posto dei broker, convengono veramente?

Molti evitano di avvicinarsi al mondo del trading per la paura di venire truffati. Alla diffusione di questo timore contribuisce la fama, certo non positiva, dei broker intesi come categoria. Questi vengono considerati generalmente poco affidabili, quindi da tenere alla larga.

Si tratta di un timore parzialmente infondati, dal momento che è possibile verificare la qualità degli intermediari semplicemente informandosi sulla licenza e sull’ente che l’ha erogata. Per inciso, gli enti più affidabili a livello internazionale sono la FCA e la CySec (per l’Italia è la Consob).

Ad ogni modo, c’è una possibilità di tagliare la testa al toro, ossia affidarsi direttamente a delle banche. Può sembrare strano che un istituto bancario si dedichi ad attività “borderline” come il trading ma servizi di questo tipo sono molto frequenti. La domanda che a questo punto sorge spontanea é: conviene di più tradare attraverso i broker propriamente detti o per mezzo delle banche? Ecco le differenze maggiori in termini di approccio e costi.

Purtroppo la più grande differenza tra i broker e le banche riguarda i costi. I broker vincono sulle banche, decisamente. I motivi sono due: in primo luogo, il business delle banche è alto, quindi non sentono il bisogno di attrarre clienti con l’intensità tipica dei concorrenti. E’ inevitabile, quindi, che la leva promozionale sia molto debole. In secondo luogo, il sistema di remunerazione delle banche funziona con le commissioni e addirittura con i canoni, elementi che in un broker – per fortuna – mancano.

Un’altra differenza riguarda l’offerta. Paradossalmente, l’offerta è superiore nei broker che nelle banche. Il motivo di ciò probabilmente risiede nel fatto che il broker si occupa solo di trading, dunque è specializzato in questo senso. La quantità di asset disponibile è molto diversa tra un universo e l’altro, come sono diverse anche le modalità di investimento. Raramente, infatti, le banche vanno oltre il forex, e spesso nemmeno quello.

A far pendere la bilancia a favore dei broker in senso stretto è poi la questione nel conto. Per tradare nelle banche spesso è necessario essersi già accasati presso la stessa. Altri costi di una certa rilevanza riguardano le comunicazioni. Da questo punto di vista – se si investe per mezzo degli istituti – non c’è differenza tra conto corrente e account di trading. Da prendere in considerazione anche la qualità delle piattaforme: per quanto riguarda le banche, spesso è interna e questo non è sinonimo di qualità.

Tradare con le banche però implica sicuramente qualche beneficio. In primo  luogo, la sicurezza di riuscire a prelevare sempre e comunque. Alcuni broker non lo permettono, soprattutto quelli che – alla fine dei giochi – si rivelano poco affidabili. In secondo luogo, dal punto di vista della trasparenza, sono imbattibili – almeno rispetto ai broker.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *